Parco Agrisolare 2026: al via la “Facility” da 789 milioni. Ecco come scalare la transizione energetica.

Il settore primario italiano si prepara a una nuova, massiva ondata di efficienza energetica. Con la pubblicazione del Regolamento Operativo e dell’Avviso Pubblico del MASAF, la misura M2C1 I.4 “Facility Parco Agrisolare” entra finalmente nel vivo, mettendo sul piatto 789 milioni di euro residui dal PNRR per trasformare i tetti delle aziende agricole in veri e propri hub energetici.

L’opportunità è ghiotta ma il timing è serrato: le domande potranno essere inviate sul portale GSE a partire dalle ore 12:00 del 10 marzo 2026 e fino alla chiusura dello sportello prevista per il 9 aprile 2026. Trattandosi di una procedura valutativa a sportello, la rapidità d’esecuzione e la precisione tecnica del dossier saranno i veri driver del successo.

Il Cuore dell’Incentivo: Intensità e Massimali

La misura conferma la sua natura premium, offrendo un contributo a fondo perduto fino all’80% per la produzione di energia da fonti rinnovabili nel settore primario, con forte orientamento all’autoconsumo. Ma non si tratta solo di pannelli: il bando spinge verso una riqualificazione strutturale profonda dei fabbricati strumentali.

  • Fotovoltaico: Incentivi fino a 1.500 €/kWp per i moduli iscritti al Registro ENEA (categorie B e C) e fino a 1.000 €/kWp per la categoria A.
  • Storage & Mobility: Spazio ai sistemi di accumulo (fino a 50.000 €) e alle colonnine di ricarica per la mobilità sostenibile (fino a 10.000 €), fondamentali per massimizzare l’autoconsumo.
  • Revamping dei Tetti: Ammessi interventi complementari come la rimozione dell’eternit, l’isolamento termico e i sistemi di aerazione, con un massimale specifico fino a 700.000 €.

I Nuovi Criteri di Priorità: Oltre il Click-Day

Non basta essere veloci; quest’anno il regolamento introduce criteri di premialità che ridefiniscono il ranking delle proposte. Avranno una corsia preferenziale i progetti che:

  1. Non hanno mai beneficiato dei precedenti bandi Agrisolare (favorendo il ricambio della platea).
  2. Utilizzano moduli fotovoltaici ad alta efficienza certificati ENEA.
  3. Provengono da imprese iscritte alla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità.

Inoltre, resta fermo il vincolo territoriale: almeno il 40% delle risorse è blindato per le regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), confermando il ruolo del Sud come motore della transizione verde nazionale.

Strategia e Compliance: Non Farti Trovare Impreparato

Per accedere alla tranche di finanziamento, l’impianto deve avere una potenza compresa tra 6 kWp e 1.000 kWp. Un dettaglio cruciale? L’avvio dei lavori deve essere necessariamente successivo alla presentazione della domanda, pena l’inammissibilità totale del progetto.

Il tempo della pianificazione è adesso. Con una finestra operativa di soli 30 giorni e una dotazione che promette di esaurirsi rapidamente, la collaborazione con partner tecnici come noi, in grado di asseverare la qualità del progetto e la coerenza dei costi, è l’unico vero vantaggio competitivo.